VOITINSKIJ UNA VERA DEMOCRAZIA (LA GEORGIA)
Vladimir Voitinskij (12 novembre 1885, San Pietroburgo — 11 giugno 1960, Washington) — rivoluzionario ed economista russo. In esilio dal 1918 (negli Stati Uniti dal 1935).
Nipote dell’editore e direttore del settimanale «L’Ebreo Russo», del pedagogo Lazaro Jakovlevič
Membro del Partito Socialdemocratico Russo dall’autunno del 1905 poi bolscevico. Nel 1906-1907 fu membro del Comitato di San Pietroburgo del POSDR, organizzatore e presidente del
Dal 1908 si dedicò all’attività rivoluzionaria a Ekaterinoslaj, dove nello stesso anno fu arrestato e condannato a 4 anni di lavori forzati.
Nel 1910 fu trasferito dalla prigione di Ekaterinoslaj al carcere centrale di Aleksandrovsk in Siberia. Dal 1912 visse in un insediamento, dapprima nel villaggio di Ilkino, poi a Irkutsk. A Irkutsk conobbe l’insegnante Emma Shadkhan, con la quale registrò ufficialmente il matrimonio a Pietrogrado nel 1917. Negli anni 1914-1916 partecipò ai progetti letterari dei «zimmerwaldisti siberiani» guidati da Čsereteli. Tsereteli ebbe una grande influenza sul passaggio di Voitinskij dal bolscevismo al menscevismo.
Partecipò in qualità di segretario alla riunione congiunta tra bolscevichi e menscevichi del 5 aprile 1917, durante la quale Lenin rese note le sue «Tesi di aprile»; espresse il proprio dissenso dalla linea leninista. Membro del circolo informale dei leader degli essere di destra e dei menscevichi di destra (la cosiddetta «Zvezdnaja palata»). Dall’estate del 1917 fu commissario del Fronte settentrionale. Partecipò all’organizzazione della marcia di Krasnov su Pietrogrado. Fu arrestato, condotto a Pietrogrado, dapprima a Smolny, poi rinchiuso nella fortezza di Pietro e Paolo.
Nel gennaio 1918 fu liberato. A causa della minaccia di un nuovo arresto immediato, passò subito alla clandestinità. Si trasferì segretamente in Georgia; giunse a Tblisi nel giorno in cui lì si celebrava l’anniversario della Rivoluzione di febbraio.
A seguito dell’occupazione della Georgia da parte dei bolscevichi, si ritrovò a vivere in esilio politico: in Italia, in Francia, dall’inizio degli anni Venti in Germania, dal maggio 1933 in Svizzera (e per un breve periodo in Francia), dal 1935 negli Stati Uniti.
Insieme a Karl Kautsky condusse un’attiva lotta per smascherare il processo organizzato dai bolscevichi contro il Comitato Centrale del Partito dei Socialisti Rivoluzionari (autore del libretto «I dodici condannati a morte»).
Pubblica un’opera in due volumi di memorie (1922, 1923) sugli eventi del 1905 e del periodo 1906-1916, seguita dal famoso lavoro sugli Stati Uniti d’Europa, tradotto in molte lingue. Pubblica attivamente sulla stampa socialista europea e quella degli emigrati russi.
Dal 1929 al 1933 è a capo del dipartimento economico dell’Unione dei sindacati tedeschi, dove svolge attività di ricerca.
Nel maggio 1933, dopo la capitolazione definitiva dei sindacati tedeschi di fronte ai nazisti, lasciò la Germania. Nel periodo 1933-1935 lavorò presso il Dipartimento Internazionale del Lavoro dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro presso la Lega delle Nazioni. Negli Stati Uniti lavorò presso l’Ufficio censimento degli Stati Uniti, il Comitato per la previdenza sociale e altre organizzazioni statali e scientifiche. Negli Stati Uniti si occupò di ricerche politiche su questioni relative all’economia americana e mondiale, fu di fatto consigliere del presidente degli Stati Uniti F. D. Roosevelt in materia di rapporti di lavoro durante gli anni della Seconda guerra mondiale.
Voitynsky morì l’11 giugno 1960 a Washington, nell’ospedale in cui riuscì a terminare la stesura delle sue memorie dettagliate (Stormy Passage. A Personal History through Two Russian Revolutions to Democracy and Freedom: 1905—1960. NY: Vanguard Press, 1961).
Questo volume in italiano narra le vicende della breve esperienza delle Repubblica georgiana filo-menscevica. Buona lettura.
