Steven Seagal guest-star al Congresso dei russofili

I rappresentanti di oltre 40 Paesi, di vari paesi tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea, si sono riuniti martedì 14 marzo a Mosca  per il congresso di fondazione del Movimento Internazionale Russofilo .  Nell’intervento di apertura il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che questo sarà importante “strumento per combattere la russofobia su scala internazionale”.  La guest star era Steven Seagal, il noto attore americano di film di arti marziali. Secondo il critico cinematografico italiano Morando Morandini “al suo confronto, in termini di recitazione, Chuck Norris sembra Laurence Olivier” ma ovviamente i gusti son gusti e non si possono disputare. Steven, personaggio poliedrico, negli ultimi anni si è buttato anche sul blues pubblicando due album. Se nessuna rivista del settore si è data la pena di recensirli, il  motivo è sicuramente la russofobia montante e siamo ferreamente convinti che un giorno verranno acclamati al pari di quelli dei Cream e di Jeff Back.

Seagal ha sostenuto che più del 50% degli americani ama la Russia e che lui si sente russo “più del 100%”. Il discorso è stato tenuto in inglese ma non dubiamo che presto parlerà russo meglio di Puškin.

Abbiamo poi cercato di capire quali altri personaggi di levatura internazionale avessero partercipato o perlomeno aderito a questo movimento, ma le agenzie russe, hanno voluto essere parche di informazioni. In prima fila c’era Aleksandr Dugin, leader del movimento euroasiatista, ma purtroppo egli è russo al 100%. Ancora ai tempi dell’Urss, fondò “l’ordine nero SS”. Rgazzate. Più recentemente essendo un grande sostenitore di Putin si è calmato e in Tv ha intimato solo di “uccidere, uccidere, uccidere” gli ucraini e in un suo articolo ha verniciato di rosso il suo fascismo: “Lo scrittore fascista francese Robert Brasillach, poco prima di morire, pronunciò una strana profezia: “Vedo il fascismo sorgere in Oriente, in Russia, un fascismo sconfinato e rosso.  Notate: non il capitalismo nazionale sbiadito e rosa-marrone, ma l’alba abbagliante di una nuova rivoluzione russa, un fascismo sconfinato come le nostre terre e rosso come il nostro sangue”.

È intervenuta anche Marija Zacharova, rappresentante del ministero degli esteri russo, che si è lasciata andare, dicono ancora le cronache, al ballo di “Kalinka”. Il tutto è durato meno di due ore e poi gli ospiti si sono trasferiti a mangiare. Ci si vedrà il prossimo anno si presume, o a qualche concerto moscovita di Seagal.