Guerra fredda 2.0: Zelensky chiude 3 canali televisivi filo-russi






Volodymyr Zelensky, il comico prestatosi alla presidenza ucraina, l’altro ieri ha firmato un decreto che emette sanzioni personali contro il parlamentare filo-russo Taras Kozak e i suoi tre programmi televisivi nazionali: NewsOne, 112.ua e ZIK che ha condotto alla loro immediata chiusura e oscuramento.

Le sanzioni significano una restrizione per cinque anni alle operazioni finanziarie, al congelamento dei beni, all’annullamento di tutti i permessi e licenze rilasciati a Kozak e alle società di cui è ufficialmente proprietario.

Una decisione grave e liberticida: Kozak, che rappresenta il gruppo parlamentare Piattaforma dell’Opposizione – Per la vita (sostanzialmente il vecchio Partito delle Regioni filo-russo il cui leader storico era Viktor Yanukovich) sarà pure solo il proprietario nominale delle tre testate il cui vero proprietario sarebbe invece il leader del partito Viktor Medvedchuk, da sempre nella manica di Putin, ma ciò non può e non deve essere un buon motivo per mettere il bavaglio a chi la pensa diversamente e rischia di produrre ricadute a catena nelle relazioni, già difficili, tra Russia e Ucraina

Zelensky era stato eletto nel 2019 su un programma che prevedeva come primo punto la pace nel Donbass. Tuttavia da allora il negoziato con la Russia è rimasto congelato mentre l’Ucraina sembrava volesse attendere il cambio della guardia alla Casa bianca per riprendere la sua attività di politica estera. La chiusura di tre Tv, subito dopo l’elezione di Biden, non può essere però un segnale incoraggiante, anzi. La guerra fredda 2.0 che si combatte in Europa orientale ormai da un decennio rischia sempre più di inasprirsi mentre l’Ucraina dimostra di non essere molto diversa, dal punto di vista dei diritti democratici, dai vicini russi.

Kozak ha respinto le accuse di essere proprietario “di copertura” dell’oligarca Medvedchuk. Tuttavia, secondo la dichiarazione patrimoniale del 2017, un anno prima di acquisire tre canali televisivi sembra che Kozak possedesse solo un patrimonio di 500.000 dollari in contanti, due case e un terreno in Crimea. Dura la reazione della redazione di 112.ua a queste accuse: “Agendo su ordine diretto del presidente, il Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale ha vietato i canali televisivi dei media Novosti con un pretesto artificioso. Consideriamo questa decisione del Consiglio e di Zelensky come una rappresaglia politica contro i media dell’opposizione”. Il gruppo parlamentare della Piattaforma dell’opposizione ha anche presentato ieri una richiesta di impechment per il presidente in carica destinata però a restare senza seguito visto che il partito filo-Putin ha solo poco più del 8% dei seggi alla Rada ucraina.

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