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Il governo russo rallenta Twitter. Ma è il Cremlino a farne le spese

Mercoledì scorso Roskomnadzor, l’agenzia governativa russa per la supervisione di Internet, ha annunciato di voler imporre rallentamento di Twitter in Russia e ha minacciato il blocco totale del social per essersi rifiutato di rimuovere “contenuti proibiti”. È la prima volta che la legge sulla “sovrana Runet”, la legge che “cinesizza” il web russo, adottata nel 2019, viene applicata seriamente. Tecnicamente, Roskomnadzor può rallentare il lavoro di qualsiasi servizio, ma nel caso di Twitter questo avrà scarso effetto e, in caso di resistenza, altri servizi potrebbero risentirne, affermano gli esperti. E il primo effetto boomerang è stato di mettere fuori uso i i siti delle agenzie governative russe.
La mattina del 10 gennaio, Roskomnadzor aveva annunciato che Twitter in Russia sarebbe stato rallentato dal 100% dei dispositivi mobili e dal 50% dei dispositivi fissi.
Il governo russo accusa Twitter di non aver rimosso, a partire dal 2017, contenuti “che incitano i minori al suicidio e contenenti pornografia infantile” e informazioni “sull’uso di droghe”.

In totale, Roskomnadzor durante questo periodo ha inviato a Twitter oltre 28mila richieste di rimozione di contenuti vietati, ma 3168 materiali non sarebbero stati rimossi.
“La decelerazione continuerà fino alla rimozione di tutti i contenuti vietati. Se il servizio continua a ignorare i requisiti, verranno applicate misure più rigorose, fino al blocco”, ha dichiarato con aria aria di sfida Roskomnadzor. Il rallentamento del celebre social si è prodotto realmente ma i siti web del Cremlino, della Duma di Stato, del Comitato investigativo, del Consiglio della Federazione ma anche ilsito del colosso delle consegne a domicilio Ozon.ru e dello stesso Roskomnadzor sono andati in completo default. Il dipartimento ha affermato che ciò non aveva nulla a che fare con il blocco di Twitter e il default è stato spiegato con dei problemi nell’attività di Rostelecom.

Ma in prima serata, come ha rivelato The Bell, gli esperti IT avevano trovato una spiegazione tecnica alle goffe azioni di Roskomnadzor. L’errore avrebbe interessato i domini contenenti la stringa https://t.co da qualche parte (uno dei domini principali utilizzati da Twitter).

Il rallentamento in Russia ha interessato quindi anche i siti del canale televisivo filo-governativo Russia Today (rt.com), Reddit (reddit.com) e anche il sito di Microsoft.com, ma soprattutto gli indirizzi rtcomm.ru appartenenti a Rostelecom e i suoi sottodomini. E clamorosamente è andato offline perfino kremlin.ru, il sito uffuciale di Putin.

“Rallentare Twitter è possibile – afferma Sarkis Darbinyan, managing partner dello studio legale Digital Rights Cente – perché DPI può definire protocolli e servizi e tagliarli fuori dal traffico generale o consentire loro di diminuire o aumentare la loro velocità”.

Ma nel caso di Twitter, tale mossa è destinata a fallire in quanto il servizio consiste principalmente di brevi messaggi e, per le moderne velocità di 100 megabit, la trasmissione del testo è una frazione di microsecondi. I contenuti pesanti – immagini e video – probabilmente rallenteranno, ma la maggior parte dei contenuti non ne sarà influenzata, spiegano ancora gli esperti.
La debolezza dell’attacco governativo a Twitter è tale che tutti queste misure possono essere facilmente aggirate con l’aiuto di una VPN che permette di collegarsi ai servizi da indirizzi di altri paesi. Insomma Roskomnadzor utilizza una costosa procedura di rallentamento, ma è questione di un minuto e un abbonamento da pochi euro al mese di un vpn per evitare qualsiasi tipo di fastidio.

La domanda ora è come Twitter stesso reagirà a questa situazione: attiverà la modalità di resistenza digitale, come ha fatto Telegram aa suo tempo quando fu attaccata da Roskomnadzor sulla questione delle informazioni sensibili dei suoi iscritti nel 2018? Twitter ovviamente ha risorse per reagire e far rallentare l’intero sistema di comunicazione via internet, mettendo ancora di più in crisi il governo russo, ma essendo interessata al mercato russo potrebbe anche fare scelte diverse.

Ma è ovvio che dietro a tutte queste tensioni si gioca la partita delle elezioni legislative di autunno quando – secondo l’opposizione – Roskomnadzor potrebbe avere piani ben più ambiziosi per bloccare la rete.