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Il prezzo di Putin. Due nuovi sondaggi sulla situazione sociale e politica in Russia

Due recenti sondaggi della Levada Center, la più importante agenzia di sondaggio russa, hanno posto in luce alcuni aspetti della situazione politico-sociale del paese. Il primo sondaggio riguardava la popolarità di Putin ed è stato pubblicato il primo marzo. Secondo tale sondaggio lo scarto tra i suoi sostenitori, che lo vorrebbero vedere ancora alla guida del paese anche dopo il 2024 e i contrari si sarebbe ridotta a 7 punti percentuali, un 48% di fans contro un 41% di contrari (Putin ottenne il 76% dei voti nelle presidenziali del 2018).

Il dato è particolarmente significativo alla luce del fatto che il governo controlla ferreamente l’informazione televisiva e buona parte della stampa e malgrado non sia apparso ancora un possibile concorrente alla presidenza che possa rappresentare un’alternativa credibile all’ex agente del Kgb.

Se tali dati vengono scomposti per classi d’età sono ancora mostrano una netta frattura generazionale: tra le classi di età 18-24 e 25-39 prevalgono nettamente i contrari (57% contro 31%, 51% contro 39%) mentre Putin resta più popolare tra le persone che hanno conosciuto la crisi degli anni ’90 e i pensionati. D’interesse anche i motivi per cui oltre il 40% dei russi vorrebbero vedere out il capo del Cremlino dopo il 2024: ha governato troppo a lungo e la povertà primeggiano tra i motivi d’insoddisfazione. E proprio alla situazione socio-economica è dedicato il secondo sondaggio pubblicato proprio oggi dalla Levada. Secondo le interviste realizzate dall’agenzia un po’ in tutto il paese, emerge che I russi considerano l’aumento dei prezzi il problema principale che attanaglia le loro vite. Come evidenziato dai dati dell’indagine del Levada Center, questa opinione è condivisa dal 58% degli intervistati. I russi indicano nella povertà (40%), nella corruzione (39%) e nell’aumento della disoccupazione (36%) gli ulteriori problemi che dovrebbero essere affrontati con urgenza. E prestano sempre più attenzione alla dilagante corruzione: l’importanza di questo problema è cresciuta dal 2015 (quando era indicato solo dal 24% degli intervistati) al 39-40% degli ultimi mesi.

Nella sfera sociale, i russi sono sempre più preoccupati per l’allargamento della forbice sociale tra ricchi e poveri (26%), l’inaccessibilità di molti tipi di servizi medici (23%) e il peggioramento dell’istruzione (20%).

Una situazione che non preoccupa troppola presidenza russa se come ha affermato il portavoce di Putin Dmitry Peskov questa mattina, “il governo russo riesce a tenere sotto controllo la situazione con i prezzi dei prodotti alimentari e ammortizza efficacemente la pressione sul mercato alimentare da fattori che provocano aumenti dei prezzi”. Per Russia Unita, il partito di Putin, in realtà il vero problema sarebbe quello di controllare la stampa che diffonde notizie allarmistiche sugli aumenti dei prezzi: il deputato Anatoly Vyborny ha proposto di introdurre la responsabilità penale per la diffusione di false informazioni sulle variazioni dei prezzi dei prodotti alimentari essenziali, una proposta che ha trovato più di sostenitore nelle fila del suo gruppo parlamentare.