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Memorial chiude, tempi bui…

Si tratta di uno dei giorni piu bui e più tristi della storia della Federazione Russa da quando fu fondata, giusto 30 anni fa, sulle ceneri dell’Unione Sovietica. Ieri pomeriggio, la Corte Suprema ha deciso di liquidare Memorial International soddisfacendio così la richiesta dell’ufficio del procuratore generale. La decisione che era già nell’aria giunge a soli 2 giorni dai 10 giorni di vacanza che inizieranno nella Federazione con il capodanno. La struttura era stata già accusata di “essere un agente straniero” (tale legge, in vigore dal 2017, impone a tutti gli enti, e in particolare quelli che svolgono attività d’informazione, se ricevono fondi o sottoscrizioni dall’estero, di segnalarlo alla testa di ogni pubblicazione). Tuttavia era chiaro che con il иando di Memorial si voleva realizzare un’operazione a più ampio raggio. Infatti le motivazioni con cui si decide di liquidare Memorial risultano mostruose e incredibili al contempo.

Durante il dibattito, il procuratore Aleksey Zhafyarov ha espresso l’opinione che Memorial fosse stata originariamente creata per ricordare le vittime delle repressioni, ma ora ha cambiato direzione e “invece di ricordare il passato glorioso, ci vorrebbe far pentire per il passato sovietico”.

Memorial sta riabilitando i criminali nazisti” ha sostenuto Zhafhyarov.

Ha perfino aggiunto che l’organizzazione rappresenta presumibilmente una minaccia pubblica che “specula sul tema della repressione politica, distorce la memoria storica, inclusa la Grande Guerra Patriottica, e crea una falsa immagine dell’URSS come stato terrorista, di criminali e traditori del patria”.

Di tutt’altro avviso l’avvocato Grigory Vaipan, rappresentante degli interessi di Memorial: “Una delle tesi della Procura Generale – la violazione della normativa sugli agenti stranieri – non può costituire la base per la liquidazione dell’organizzazione, ciò è contraria ai trattati internazionali riconosciuti e ratificati dalla Federazione Russa. In questo processo, abbiamo sentito molto parlare di come il Memorial violi i “diritti dei bambini”. Ma il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha già affermato che la legge sugli agenti stranieri contraddice la stessa Convenzione sui diritti dell’infanzia. E il comitato delle Nazioni Unite ha chiesto la cancellazione di questa legge.

In questo processo tutto è stato capovolto. Il trasgressore qui non è l’International Memorial, ma lo stato russo, che ha adottato una legge sugli agenti stranieri, ha affermato amcora Vaipan.

Rimuovere Memorial dalla storia del paese ora significa promuovere tali idee sullo stato ha concluso l’avvocato: “Lo stato ha sempre ragione, il patriottismo è uguale al potere”

Contro la chiusura di Memorial si sono già schierati centinaua di intellettuali russi compresi i premi Nobel per la pace Michail Gorbaciov e Dmitry Muratov.

Memorial è la più importante istituzione che resti in Urss di quella “Perestrojka dal basso”, della battaglia per far emergere dall’oblio le conseguenze del totalitarismo staliniano in Urss e che cercò disperatamente di aprirsi la strada in quegli anni tumultuosi. Fortemente voluta da Yuri Afanayev e Andrey Sacharov iniziò a muovere i suoi primi passi nel 1987 con il fine di far conoscer ai russi e al mondo la storia, le dimensioni, le conseguenze delle repressioni in Urss tra il 1921 e il 1953. In essa sono conservati i dati biografici o semplicemente i nomi di oltre 3 milioni di russi (ma anche centinaia di migliaia di stranieri) che conobbero carcere, deportazione e Gulag durante l’era dello stalinismo. Sono conservati inoltre fondi archivistici donati e raccolti in tutto il mondo che rappresentano un patrimonio straordinario per la storia e la memoria di tutto il mondo. Solo qualche settimane fa Irina, la figlia di Alexander Shlyaplikov – fondatore del partito bolscevico e attivista dell’opposizione operaia negli anni ’20 – aveva donato proprio a Memorial una vasta collezione di documenti rari o introvabili, utili a ricostruire la biografia del padre e della lotta politica in Urss dopo il 1917.