Oxana Chelysheva – Sul premio Nobel a Dmitry Muratov






Axana Chelysheva è attivista dei diritti umani di origine russa con passaporto finlandese, ed è stata fino alla fine amica intima di AnnaPolitkvosya.

Dmitry Muratov, caporedattore e giornalista di Novaya Gazeta e Maria Reza, sono I vincitori del premio Nobel per la pace. Purtroppo non so molto di Maria Reza e della sua lotta per la pace. Cercherò sicuramente di saperne di più.

Ma ne so molto sulla Novaya Gazeta e su chi ha contribuito a farla diventare il premio Nobel per la pace. Anna Politkovskaya la cui morte considero ancora non vendicata perchй l’organizzatore è ancora in libertа godendosi vita e potere. Anna era una vera e sincera combattente per la pace. Ha potuto vedere l’umanitа anche in coloro che si aspettavano che fossero in un altro campo, come i soldati russi in Cecenia. Ciò è stato il fattore che l’ha resa una negoziatrice così forte durante quella terribile crisi della presa di ostaggi a Mosca e Beslan. Lei era dura e priva di principi. E piena di simpatia e comprensione verso le persone. Ricordo uno dei nostri ultimi incontri quando mi raccontava della sua gioia per la notizia che sarebbe diventata nonna e raccontava di un comandante degli Omon che l’aveva aiutata ad entrare in Cecenia e ad uscire. Si è sentita dispiaciuta quando ha ricevuto la notizia che era stato ucciso in uno scontro al confine tra Cecenia e Inguscezia. Era sincera nel suo dolore per lui.

Natalia Estemirova la cui morte non è stata indagata. Si merita anch’essa questo premio.

Così come Andrey Mironov ucciso a Slavyansk nel maggio 2014 insieme ad Andrea Rocchelli. Il loro ultimo articolo pochi giorni prima che venissero uccisi era per la Novaya Gazeta ed è stato il tentativo di fermare il bombardamento dei civili a Slavyansk.

E Yan Shenkman, mio caro amico. Sono così orgogliosa di lui perchè anche lui ha contribuito a far vincere la Novaya. Insieme a Vladimir Telegin e Мaksim Gromov e al tentativo di fermare la guerra in Ucraina richiamando l’attenzione sui bambini, sul futuro.

Ma tornaimo ad Anna Politkovskaya. Sм, questo è il suo premio, il premio per una grande donna e una grande giornalista. Lei aveva la rara capacitа di vedere oltre i confini della percezione, motivo per cui si alzò in piedi a difesa degli uomini di Limonov.

Ciт richiese molta passione e saggezza.

Nell’autunno (2006) la situazione cambierа in peggio qui, – mi disse Anna nel luglio 2006 quando insieme partecipammo alla conferenza della coalizione dell’opposizione “L’altra Russia” a Mosca.

Sì, è vero aveva visto giusto. E’ cambiata in peggio con la sua morte.

Viva la memoria di chi come Anna Politkovskaya, Andrey Mironov, Andrea Rocchelli, Stas Markelov, Natalia Estemirova, Yury Schekochihin, si schierano a vita.

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