Armi atomiche: verso un accordo tra Russia e Usa?

Tra gli Stati Uniti e la Russia potrebbe iniziare una “corsa sfrenata agli armamenti nucleari” per la prima volta dai tempi della guerra fredda, se il Trattato sulle misure di ulteriore riduzione e limitazione degli armamenti strategici offensivi (New START) non verrà prorogato, ha sottolineato un anonimo funzionario tedesco interrogato da “Reuters”.
Più o meno dello stesso avviso è l’esperto di controllo degli armamenti, che ha partecipato ai negoziati tra cui quelli sul trattato INF, START I e START II, Nikolay Sokov, che ha dichiarato all’agenzia “Tass” che senza un nuovo trattato ciascuna delle parti sarà costretta ad agire in base a delle ipotesi riguardo alle armi che l’altra parte produce, testa e dispiega.
“Si tratta di un processo che si autoalimenta. E, naturalmente, se si avrà una corsa agli armamenti incontrollata, la situazione diventerà piuttosto destabilizzante“, ha sottolineato Sokolov.
Il vice presidente del Consiglio di sicurezza e ex Presidente russo, Dmitrij Medvedev che negli ultimi anni si è distinto per i interventi sguaiati e violentemente anti-occidentali, su questo tema ha concesso una lunga intervista a “Kommersant” in cui più, per una volta ouù pacatamente, ha riassunto i motivi del contendere.
Il 5 febbraio scade il trattato russo-americano sugli armamenti strategici offensivi (DSNA). Dopo tale data, per la prima volta da oltre mezzo secolo, Mosca e Washington rimarranno senza accordi nel campo del controllo degli armamenti e senza un processo negoziale per l’elaborazione di nuovi accordi in questo settore.
Medvedev ha ricordato la proposta di Putin sul mantenimento volontario da parte delle parti dell’impegno ai limiti previsti dal DSNA per almeno un altro anno dopo la fine del suo ciclo di vita. Il capo di Stato russoa ha sottolineato che questa misura può essere praticabile solo a condizione che l’America agisca in modo analogo e non intraprenda azioni che violino l’attuale parità.
“È necessario – ha sostenuto il delfino di Putin – accertarsi che Washington sia davvero pronta, non a parole ma nei fatti, a mostrare rispetto per i nostri interessi fondamentali in materia di sicurezza”.
Evidentemente il nodo più in termini strategicamente tattico-strategico militari va declinato politicamente. Per la Russia gli attori principali della politica mondiale su armamenti atomici e deterrenza devono restare essenzialmente Russia e Usa mentre l’Europa potrà essere al massimo la piazzaforte dove si svilupperà il confronto. Un po’ come successe con la crisi degli Euromissili negli anni ’80, quando però i legami all’interno dei Paesi aderenti alla Nato erano assai più solidi di oggi.
Medvdev ha aggiunto che i problemi in ambito strategico continuano ad aumentare a causa delle azioni destabilizzanti degli Stati Uniti. Basti ricordare il progetto missilistico estremamente provocatorio “Golden Dome for America” baluginato da Trump. Un riconoscimento a denti stretti che l’amministrazione Biden per quanto durissima nell’approccio al regime putiniano aveva una linea definita e chiara e certamente non ondivaga o perfino umorale.
Secondo Mosca, Washington non ha intenzione di affrontare la fase negoziale in questo momento e intende farla decantare fino a quando verranno sistemate le vicende ritenute più importanti da Trump ovvero Palestina, Venezuela, Cuba e Iran e last but not least Groenlandia.
Nel frattempo il club atomico continua lentamente e sottotraccia ad allargarsi mettendo a rischio ciò che è rimasto dell’ equilibrio mondiale e la sicurezza di miliardi di uomini su tutto il pianeta.
.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *