Iurij Pimenov, tra impressionismo e lirismo sovietico

In copertina “Novaja Moskva” (Nuova Mosca, 1937) forse l’opera più nota di Pimenov.

di Yurii Colombo

Non so perché (conoscevo solo le sue tele esposte della permanente della Novaja Tretjakovskaja) e mi ero ripromesso al ritorno dal soggiorno italiano di non perdermi Iuri Pimenov e ora lo posso  dire: sono stati qualche ora e oltre che un pugno di rubli spesi bene.

          Begom čerez ulizu

Anastasja Kurljandceva nel suo pezzo sul tema inserito del bellissimo catalogo della mostra ne coglie anche la dimesione cinematografica, fotogramma di un film in buona parte ancora da girare. Ma forse le opere che ancora meglio rappresentano questa fase creativa di Pimenov sono Svad’ba na zavtrasnej ulizi (Nozze sulle strade di domani) di un anno precedente a Begom ma ancora di più Pervye modnizy novogo kvartala (Le prime modaiole del nuovo rione) (1961) e soprattutto Okraina (Periferia) del 1964 in cui le similitudini con periferie metropolitane italiane è in buona parte formale visto la dimensione del soviet dream resta ancor oggi incomprensibile e inaccessibile all’occhio e all’intelletto occidentale. Pimenov è riuscito a esprimere questa dimensione che sconfina in uno stato d’animo, anzi, stato dell’anima anche in forma scritta:

Gli abitanti di queste case sanno che il gas non è ancora collegato e il riscaldamento non è ancora installato, che i negozi sono ancora chiusi e che gli ascensori non funzionano. Ma queste case non conoscono i bombardamenti notturni, non conoscono i sigilli alle finestre, le stanze gelate, i soffitti crollati a causa di esplosioni, non conoscono la guerra e la paura.

      Svad’ba na zavtrasnej ulizi,       1962

Pervye modnizy novogo kvartala, 1961

Okraina, 1964

A far da filo conduttore (filo conduttore che attraversa tutte le fasi della sua opera) sono le djačen’ky, le fanciulle, le adolescenti e in genale le donne sovietiche. Se la sottorreanea contrapposizione tra donne e istituzioni, tra società civile costituente femminile e Stato in Urss non può trovare spazio nell’opera di Pimenov che resta dal punto di vista politico un artista mainstrem, tuttavia va ricordato che assieme al regista Michail Romm e Andrej Sacharov ebbe sufficientemente la schiena diritta per far parte di quella pattuglia di 25 intellettuali di punta sovietici che firmò l’appello a Brežnev contro la “tendenza alla riabilitazione parziale o indiretta di Stalin” nel 1966.

Dispiace che molto turisti a causa delle note ragioni non potranno entro il 9 gennaio venire a Mosca per vedere – anche – questa bellissima esposizione messa insieme in diverse musei della Federazione e collezioni private.