Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, è stato accusato di favoreggiamento di attività terroristiche, poiché l’amministrazione dell’app di messaggistica non rimuove i canali e i bot utilizzati per coordinare attentati e atti di sabotaggio in Russia.
L’FSB ha aggiunto che Durov «è ricercato a livello internazionale».
Questo decisione indica a quale livello sia giunto il livello di repressione e di controllo su tutti i sistemi d’informazione e dei social in Russia.
Riguardo a Pavel Durov sarebbe in corso un’indagine penale ai sensi dell’articolo sul favoreggiamento di attività terroristiche.
Da parte sua, il Comitato Investigativo ha riferito che i servizi segreti ucraini reclutano minorenni russi per compiere atti di sabotaggio e attentati terroristici tramite il bot di chat su Telegram «Dayvinchik/Leo».
Lo stesso Durov, già alla fine di febbraio 2026, aveva scritto che in Russia era stato avviato un procedimento penale a suo carico per favoreggiamento del terrorismo. «Ogni giorno le autorità escogitano nuovi pretesti per limitare l’accesso dei russi a Telegram, nel tentativo di sopprimere il diritto alla privacy e alla libertà di parola. È uno spettacolo triste vedere uno Stato che ha paura del proprio popolo», aveva osservato.
In Russia hanno iniziato a limitare il funzionamento di Telegram a partire dall’estate del 2025. Attualmente l’app di messaggistica non funziona senza una VPN o altri strumenti per aggirare i blocchi.
Durov è uno degli imprenditori russi più ricchi e più popolari (soprattutto tra i giovani) in Russia. Il suo patrimonio si aggira intorno ai 15.17 miliardi di dollari e in Russia è superato solo dai magnati russi delle materie prime (acciaio, nichel, petrolio e gas) come Alexey Mordashov (39 miliardi), Vladimir Potanin (29,7 miliardi) e Vagit Alekperov ($29,5 miliardi).
Tra i grandi capitalisti russi è sempre stato un outsider e pur non schierandosi mai apertamente contro Putin, le manifestazioni contro “Internet sovrano” che riempirono le piazze di Mosca e San Pietroburgo furono ampiamente sponsorizzate da movimenti e associazioni a lui molto vicini.
Ma Durov non è mai stato molto amato neppure in Occidente. La sua linea di non collaborazione rispetto alle richieste di accesso ai dati da parte delle autorità giudiziarie è culminata nel suo clamoroso arresto in Francia nell’agosto 2024.
La Russia, somiglia sempre di più a Paese in cui è bandita anche la pur modesta dialettica politica esistente in Paesi autoritari o al partito unico. Ogni giorno di più si percepisce di vivere in una realtà che si prepara a una escalation bellica, abituando un’opinione pubblica sempre più amorfa e passiva ai programmi dei Dottor Stranamore del Cremlino.