Figli di un dio maggiore

Per quattro anni, mentre milioni di russi subivano perdite finanziarie a causa della guerra e la Banca centrale si affannava a limitare l’inflazione, i figli dei funzionari pubblici si sono giovati del conflitto. Sono loro – molto più degli oligarchi – i grandi beneficiari della guerra in Ucraina. Del resto, in un sistema statal-capitalista come quello sulla Moscova, sono i funzionari – ancor prima degli oligarchi – a dettare regole spesso al di fuori di ogni logica di mercato. Così, mentre i padri erano costretti a caricarsi sulle spalle nuovi gravosi compiti, i loro rampolli (spesso dimenticati dalle sanzioni occidentali) pensavano agli affari scorrazzando in vacanza in Europa.

A Mosca invece mettono in bella mostra le loro Bentley fiammanti e affollano le notti dei night club come il “Mix AfterParty”, mentre i loro conti correnti crescono in modo esponenziale. Il portale russo “Verska” ha calcolato che dal 2021 alla fine del 2024 l’importo dei loro depositi bancari è più che raddoppiato, aumentando del 132%: prima dell’invasione dell’Ucraina 153 figli di funzionari pubblici avevano depositi superiori a 1 milione di rubli. Nel 2022, dopo un aumento senza precedenti del tasso d’interesse, il loro numero è salito a 177 e l’importo totale dei depositi è aumentato di quasi una volta e mezzo, passando da 16,7 a 25 miliardi di rubli. Ciò gli ha consentito di guadagnare quasi 1,97 miliardi di rubli all’anno in interessi.

Una delle ragioni principali dell’aumento dei depositi in quantità e in dimensioni, dopo l’inizio della guerra, è stato il ritorno di fondi dall’estero che erano a rischio di congelamento. Ciò purtroppo ha anche facilitato la tenuta dell’economia russa, che si è ritrovata una nuova e insperata liquidità sfuggita ai blocchi e che ha gonfiato i conti dei figli della burocrazia russa. La quale ha un vantaggio decisivo sugli altri attori economici: sapere a chi finiranno i fondi degli investimenti bellici e dei loro indotti. Anche i figli dei deputati (guarda il caso) si trovano in una posizione privilegiata: dovendo votare le leggi di bilancio, i loro padri indirizzano in qualche misura i progetti governativi. Così, rileva “Verska”, «tra i primi cento che hanno guadagnato sui depositi ci sono 40 figli di deputati, 34 figli di senatori, 10 figli di dirigenti dell’amministrazione presidenziale, 8 figli di membri del governo, 4 figli di ministri, 3 figli dei capi dell’Fsb e della Rosgvardia».

Per tutti varrà l’esempio – riportato dalla rivista “Protocol” di Nikolaj Tkacev, figlio del deputato della Duma di Stato Aleksej Tkacev. Dal 2022 al 2024 gli interessi sui depositi in diverse banche gli hanno fruttato poco più di un miliardo di rubli. Per ottenere una somma del genere in interessi, i conti di Tkacev junior dovevano avere un saldo di oltre 6 miliardi di rubli. Si tratta di una cifra 23 volte superiore a quella che lo stesso Tkacev aveva sul conto prima della guerra. Nikolaj ha 36 anni e fa parte dell’azienda di famiglia: a suo nome sono state registrate diverse società facenti parte dell’“Agrokompleks”. Nelle chat di Telegram si definisce «una persona di successo», ma sottolinea di essere anche «un figlio del popolo» perché gli piace pranzare al fast food «due volte al mese, come Donald Trump». Tra i suoi hobby c’è anche quello di collezionare teschi di rinoceronte bianco. La sorella maggiore, Anastasia, non se la passa peggio. Dal 2022 al 2024 ha guadagnato più di 460 milioni di rubli con i depositi bancari. È sposata con Kirill Krattli, figliastro dell’imprenditore americano Robert Krattli, che fornisce alla Russia macchine agricole multimarca. La coppia ha un figlio nato negli Stati Uniti e con cittadinanza americana. Se non ci fosse di mezzo una guerra, verrebbe da sorridere.

“La Ragione” 28 febbario 2026


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