Nessun dorma! Libertà Bogdan Syrotiuk condannato in Ucraina a 15 anni

Il 10 agosto, un tribunale della città di Pervomaisk, nell’Ucraina meridionale, ha condannato Bogdan Syrotiuk — un socialista ventisettenne della “Giovane Guardia trotskista dei bolscevichi-leninisti” — a 15 anni di reclusione per “alto tradimento”.

Bogdan è stato condannato evidentemente per un delitto d’opinione, con una sentenza che viola palesemente il diritto internazionale dei diritti umani e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’accusa si basava sugli articoli contro la guerra pubblicati da Bogdan sul World Socialist Web Site.

Le stesse dichiarazioni citate nella sentenza chiariscono che egli era un oppositore dell’invasione russa dell’Ucraina e che aveva esortato i lavoratori e i giovani sia in Russia che in Ucraina a opporvisi. Il verdetto cita anche i suoi «paragoni con fascisti e nazisti» e la sua «reinterpretazione di eroi nazionali e figure storiche» — citando esplicitamente come prova la sua denuncia del collaborazionista dei nazisti Stepan Bandera durante la Seconda Guerra Mondiale, il cui movimento si macchiò di una politica genocida in Polonia.

Si tratta – ad di là ci cosa si possa ritenere giusto o sbagliato in questa guerra – un sopruso inaccettabile non solo per ogni socialista come chi scrive si ritiene ma per ogni democratico. Questa sentenza dimostra i pericoli insiti nel regime di Zelenskij e sui dubbi che sollevano sulla possibilità che un Paese in cui vengano imposte simili sentenze possa far parte dell’Unione Europea.

Nessun balbettamento nessuna difesa d’ufficio è possibile di fronte a tali mostruose decisioni.

La Corte Suprema russa, proprio negli stessi giorni aveva escluso il partito liberale Yabloko dalle liste elettorali per le elezioni parlamentari di settembre, pronunciandosi su una causa — nominalmente relativa a una violazione del diritto d’autore — intentata dal partito nazionalista di destra Rodina. Nel giugno scorso Maxim Kruglov, il vice presidente di Yabloko era stato condannato a 7 anni di carcere per un post pubblicato sui social media nel 2022 sulle atrocità russe nei pressi di Kiev. Qui la condanna è doppia ma sembra che ciò non interessi ai media occidentali.

Ma non vi possono essere due pesi e due misure. Il governo russo è un regime dittatoriale di estrema destra malgrado si  definisca “antifascista”, e l’esclusione di Yabloko costituisce sicuramente un fatto grave ma esiste il concreto rischio che questo possa succedere nel futuro anche in Ucraina.

La sentenza contro Bogdan non è ancora passata in giudicato. La sua difesa presenterà ricorso; secondo la legge ucraina, il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni. La Corte europea dei diritti dell’uomo aveva già accettato il suo caso nella primavera del 2025.

Nessuno volti la testa dall’altra parte, nessun dorma!

Inviate dichiarazioni in cui si chiede l’annullamento della sentenza e l’immediato rilascio di Bogdan al Tribunale distrettuale della città di Pervomaisk all’indirizzo inbox@pm.mk.court.gov.ua


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