Cala la mobiltazione russa ma la guerra continuerà

Come chi ci legge sa, amiamo usare fonti “aperte” russe per valutare la sua situazione politica, economia, sociale e per quanto ne possiamo capire militare. Questo per molte ragioni, ma la prima (e fondamentale) è perché riteniamo che l’analisi anche schierata non deve mai trasformarsi in partigianeria, tifo e, in ultima istanza, ideologia.

Oggi sia venuti a sapere che secondo i dati del Ministero della Difesa russo nel primo trimestre del 2026, 71.200 cittadini russi hanno ricevuto i bonus per la stipula di un contratto con il Ministero della Difesa. Si tratta di un passo indietro rispetto allo scorso anno, che è sotto ogni punto di vista, significativo.

Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2025, il numero di persone arruolate nell’esercito della Federazione Russa è sceso del 20%: allora i bonus che vengono elargiti alla stipula del contratto erano stati ricevuti da 89.600 persone. Anche due anni fa il numero di reclute era stato superiore a quello attuale (73.300 nel primo trimestre del 2024). Un calo costante che riflette, si badi, anche la curva demografica.

Alla fine di marzo del 2026, il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza Dmitrij Medvedev aveva dichiarato, per una volta tanto senza esagerazioni, che dall’inizio dell’anno più di 80.000 nuovi soldati a contratto si sono arruolati nell’esercito russo. Secondo i calcoli del portale «Vazhnye Istorii», nel quarto trimestre del 2025 sono stati stipulati in media 1.100 contratti al giorno — una volta e mezzo in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. In totale, lo scorso anno 363.900 persone hanno firmato un contratto con il Ministero della Difesa della Federazione Russa. Si tratta di una diminuzione del 10% rispetto al 2024.

Quale sia stata la mobilitazione ucraina in termini quantitativi nello stesso periodo non ci è noto, ma sappiamo che anche l’esercito ucraino si dibatte in mille difficolta per trovare nuove reclute. Non deve essere quindi solo una percezione di molti, che la guerra di fanteria si sia ridotta d’intensita.

Secondo una stima di Janis Klug, ricercatore presso l’Istituto tedesco per le questioni di sicurezza internazionale, entro la fine della primavera del 2026 il ritmo dei reclutamenti potrebbe stabilizzarsi e tornare a circa 1.000 nuovi contratti al giorno. Si tratta di una proiezione basata sul fatto che nel primo trimestre dell’anno, circa 790 persone al giorno hanno firmato contratti con il Ministero della Difesa della Federazione Russa.

Sulla base dei dati di bilancio relativi alle indennità versate alle famiglie dei militari caduti, lo stesso Klug ipotizza che nel 2026 la Russia abbia perso circa novemila soldati al mese.

E’ un dato inferiore di più di tre volte da quello fornito da Zelensky nella lettera a Putin della scorsa settimana (30.000 e turn-over a somma zaro) e in grado di accrescere le forze russe sui diversi fronti. Tuttavia, i dati sui risarcimenti per la morte dei militari riflettono la situazione in modo meno accurato rispetto a quelli sui bonus per la firma del contratto. Infatti, non tengono conto dei casi in cui il corpo non è stato evacuato dalla zona di combattimento, la famiglia si rivolge al tribunale per ottenere il riconoscimento della morte o non riesce a ottenere i risarcimenti dalle autorità per molto tempo. Per questo motivo è difficile affermare con certezza se l’attuale livello di reclutamento di militari a contratto del Cremlino sia sufficiente a coprire le perdite, ma è presumibile di sì.

La guerra è quindi destinata a proseguire sicuramente per tutta l’estate ed allungare la sua ombra di morte e distruzioni.


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