I cavalieri neri russi

–I dati sulle perdite militari dei due eserciti slavi che si confrontano in Ucraina restano, per certi versi, avvolti nel mistero e coperti dal segreto di Stato. Però il deep web costituisce una miniera di informazioni, con dati regionali e locali su cui poter riflettere. In questo caso il punto di partenza sono alcuni video che riguardano i cosiddetti “Cavalieri Neri”, uno dei corpi d’élite ma anche più sanguinari dell’esercito russo.

Per esempio, in un frammento che circola nella ‘Rete profonda’ si vede un uomo con un braccio al collo e una divisa militare russa lacera, seduto davanti a un muro scrostato. Di fronte a lui riposano quattro persone. Lui li riprende con la videocamera e racconta come abbiano impiegato diversi giorni per raggiungere un luogo sicuro attraverso le paludi, strappando dai piedi dei cadaveri le scarpe rimaste in buono stato. «Ma invece di darci l’aiuto che avevamo chiesto – aggiunge il soldato – lo Stato Maggiore ci ha mandato un biglietto che diceva: “Se non vi mettete in contatto entro le 17.30, vi faremo fuori con i nostri droni”. Cioè ci è stata negata la ritirata. Se ora torniamo indietro, i nostri stessi comandanti ci faranno fuori, c…». Chi parla è un militare della 15esima brigata motorizzata, meglio conosciuta però con il soprannome di “Cavalieri Neri”, un riferimento storico alla guardia dello zar fondata nel 1776. La brigata in realtà era stata formata nel 2019 per svolgere compiti nell’ambito delle missioni di pace dell’Onu. Dislocata a Samara, nel Nord della Russia, è diventata poi – paradossalmente – uno dei reparti più violenti dell’esercito russo. Sulla base di una cernita certosina, il portale d’opposizione “Media Zone” ha messo insieme un fascicolo in cui vengono riportati i nomi e i cognomi, le date di nascita, le regioni di residenza, i gradi e i numeri di matricola di 12.689 ‘cavalieri’, che rappresentano le perdite totali della brigata tra caduti e dispersi dall’inizio della guerra fino alla metà della primavera di quest’anno.

Scorporando i dati si accertano 7.436 morti, mentre altri 5.253 militi sono stati dichiarati dispersi. Analizzando i dettagli invece per grado militare, si viene a sapere che l’89% di questi caduti era personale di truppa (soldati semplici, caporali e marinai). In numeri, 6.860 morti e 4.432 dispersi. Soltanto nell’1% dei casi si trattava di ufficiali: 92 morti e 47 dispersi. Il restante 10% era costituito da militari con il grado di sottufficiali, guardiamarina e sergenti. Il record di perdite per i “Cavalieri Neri” si è verificato nell’ottobre 2023. All’epoca la formazione stava avanzando su Avdiivka e combatteva nella zona del villaggio di Novobakhmutivka, nella regione di Donetsk.

Questo è quanto emerge dai dati forniti dal progetto d’informazione bellica “Deep State”. Successivamente l’allora ministro della Difesa Sergej Šojgu si era congratulato con la brigata per la conquista del villaggio. A quel punto però erano già morti almeno 2.128 ‘cavalieri’. Nel 2024 hanno iniziato a comparire in Rete petizioni dei parenti dei militari della 15esima brigata motorizzata e dei reggimenti a essa assegnati. I familiari dei militari lamentavano che i loro parenti scomparsi non venivano recuperati sui campi di battaglia e venivano illegalmente dichiarati “assenti ingiustificati”. Da tempo le autorità ucraine hanno accusato il gruppo di tortura e omicidio di civili. Come hanno scoperto alcuni giornalisti, nel febbraio 2022 i militari della brigata avevano allestito una camera di tortura e fucilazione nel villaggio di Peremoha, nella regione di Kiev. Il locale si trovava nel seminterrato dell’ufficio postale locale.

Apparso su “La Ragione” 12 giugno 2025


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