Affogare la realtà nella vodka

Solo un bicchierino di vodka sul tavolo / il vento piange fuori dalla finestra / e dentro di me risuonano silenziosamente / le grida di questa giovane luna». Sono i versi di una delle canzoni più note della pop music russa contemporanea. Un brano melanconico che parla di notti segnate dal superalcolico russo noto in tutto il mondo. Ed è altrettanto noto che il più grande Paese del mondo soffra da sempre pesantemente della piaga dell’alcolismo.

Complici il clima e la latitudine, come in altre nazioni, ma che qui fanno il paio con la povertà e il degrado che spesso s’incontrano appena si esce da Mosca. Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano chiaro: nel 2025 i russi a cui sono stati diagnosticati per la prima volta l’alcolismo o la psicosi alcolica hanno raggiunto quota 56,9 persone ogni 100mila abitanti. Si tratta del valore più alto dal 2016. Prima di allora l’incidenza dell’alcolismo in Russia era in calo. Dal 2011 al 2020 l’indicatore era sceso di quasi tre volte: da 107,8 a 40 individui con diagnosi di alcolismo ogni 100mila abitanti.

A Mosca, dove il tenore di vita è più alto, le nuove generazioni hanno imparato a non fare un uso smodato di alcolici. Ci sono molte birrerie e per i più raffinati non mancano i lounge bar dove si possono gustare cocktail ben shakerati o enoteche dove assaggiare i più raffinati vini francesi o italiani. «Ma usciti dalla capitale la musica cambia» ci dice il 25enne Igor. Non solo la vodka scorre a fiumi, ma in casa si beve il micidiale samogon, un distillato illegale prodotto artigianalmente che raggiunge i 60-70 gradi alcolici. Lo scorso anno l’indicatore del numero di po: anche qui si tratta di un dato record negli ultimi 14 anni. L’incidenza delle malattie mentali ha iniziato a crescere nel 2018, ma nel 2020 è crollata a causa della pandemia. persone che abusa di alcol è cresciuto del 30% rispetto all’anno precedente: si tratta dell’incremento più marcato di tutta la Russia post-sovietica. Il fenomeno è aumentato in 69 regioni, in alcune delle quali addirittura in modo esponenziale: ad esempio di cinque volte nell’Omsk e di quattro volte nella regione di Astrakhan.

In quella di Perm l’indicatore è aumentato di tre volte e mezzo, raggiungendo 288 persone ogni 100mila abitanti: si tratta di un record assoluto per la regione e del secondo posto fra tutte le entità della Federazione Russa. Nessuno arriva a negare che la guerra e le patologie che porta con sé non incidano in questa dinamica: «Si beve per dimenticare una quotidianità di guerra che aleggia dappertutto» afferma ancora Igor. Allo stesso tempo in Russia sta aumentando l’incidenza dei disturbi mentali. Lo scorso anno 328 persone su 100mila hanno ricevuto per la prima volta una diagnosi di questo tiSullo sfondo della guerra, in Russia crescono anche le vendite di antidepressivi. Secondo il giornale “Kommersant”, nel 2022 i cittadini ne avevano acquistato 13,8 milioni di confezioni (spendendo in totale 8,9 miliardi di rubli), mentre nel 2025 lo stesso dato era salito a 23,6 milioni di scatole per quasi 29 miliardi di rubli.

Sempre nell’anno trascorso, in alcune regioni è peggiorata anche la situazione delle tossicodipendenze. In Russia sono ufficialmente registrate presso i servizi di tossicologia più di 400mila persone, non solo giovani. Ma in realtà il numero di dipendenti da sostanze psicoattive è molto più alto, osserva un assistente sociale di una delle Ong specializzate presenti nel Paese, che ha chiesto di rimanere anonimo.

“La Ragione” 29 aprile 2026


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