Nuova strategia dei droni per l’esercito ucraino

La guerra russo-ucraina sta attraversando una nuova fase: mentre sul fronte l’offensiva delle Forze Armate russe resta in sostanziale stallo, le Forze Armate ucraine stanno guadagnando terreno nella guerra dei droni. Ciò come né noto, nel week-end ha provocato un collasso dell’approvvigionamento di carburante in Crimea mentre a Mosca l’attacco alle raffinerie sta facendo cambiare gli umori di parte dell’opinione pubblica. Detto ciò bisogna riconoscere che si tratta di episodi isolati, mentre l’operazione principale delle Forze Armate ucraine nell’ultimo mese e mezzo può essere considerata la campagna di attacchi a lungo raggio contro le retrovie russe. Questo territorio inizia a poche decine di chilometri dal fronte e ha il suo cuore principalmente nei territori annessi. Ma con quale frequenza i droni ucraini hanno iniziato a colpire questa zona? Di quanto è aumentata la gittata degli attacchi? E dove la situazione appare particolarmente critica per le Forze Armate della Federazione Russa? Alcuni blogger hanno fornito informazioni interessanti.

La campagna di attacchi massicci a lungo raggio contro le retrovie russe è stata avviata dall’esercito ucraino a metà maggio. Per la prima volta dopo molto tempo sono stati colpiti autocisterne, camion di rifornimento e, in generale, mezzi e persone (compresi i civili purtroppo) che si spostavano a un centinaio di chilometri dalla linea del fronte. Solo sull’autostrada «Novorossija», che collega Rostov sul Don a Simferopol, nel mese di maggio sono stati colpiti almeno tre dozzine di veicoli. Le immagini delle autocisterne in fiamme sono state ampiamente diffuse sui social network e dai media.

Ma quanto è diventata massiccia questa campagna? Difficile dirlo anche perché l’esercito russo starà cercando una soluzione a questo annoso problema. Le cose sui fronti cambiano in fretta e un vantaggio relativo oggi può annullarsi in poche settimane. La flessibilità diventa decisiva.

Come sostiene “Meduza” “va sottolineato fin da subito che non è possibile stabilire le coordinate di tutti gli attacchi riusciti sulla base di fonti aperte”. Non si conosce la percentuale di attacchi la cui geolocalizzazione è stata determinata, né come tale percentuale vari nel tempo. Disponiamo solo di stime puntuali isolate. Ad esempio, secondo i calcoli dell’analista indipendente francese Clément Molin, nei video provenienti da diverse fonti pubblicati negli ultimi 48 giorni sono stati registrati circa 500 camion distrutti. Tuttavia, dall’inizio dell’anno sono stati geolocalizzati solo 270 attacchi di questo tipo. Probabilmente, una parte degli attacchi delle Forze Armate ucraine non viene affatto resa pubblica.

Tutto ciò rende difficile il conteggio del numero totale di attacchi e l’analisi della loro dinamica.

Tuttavia è evidente che tra maggio e giugno 2026 le Forze Armate Ucraine sono riuscite a cambiare ciò che era rimasto immutato per anni. La profondità mediana degli attacchi è aumentata da pochi chilometri a diverse decine di chilometri. I valori esatti non sono così importanti quanto la dinamica stessa, che è piuttosto eloquente.  Avendo imparato a colpire a decine di chilometri di profondità nelle retrovie russe (soprattutto grazie ai droni Hornet prodotti dall’azienda dell’ex CEO di Google Eric Schmidt), le Forze Armate ucraine hanno iniziato a sfruttare questa opportunità per qualsiasi obiettivo idoneo. E gli attacchi alle autocisterne di benzina sono solo l’esempio più eclatante della campagna, ma non ne rappresentano affatto l’unico obiettivo.

Allo stesso tempo, l’esercito ucraino non si è concentrato sull’obiettivo di «trasformare la Crimea in un’isola» (così il ministro della Difesa del Paese, Mikhail Fedorov, ha recentemente definito le misure volte a interrompere i rifornimenti alla penisola). Ha invece iniziato ad ampliare a ritmo sostenuto la propria campagna aerea nelle retrovie russe nella direzione di Pokrovsk, nonché nella zona di Konstantinovka e Slavyansk. Ovvero proprio dove prosegue l’offensiva russa volta alla completa conquista del Donbass. Sugli altri fronti — dall’oblast di Sumy a Kupiansk e più a sud fino al fiume Seversky Donets — non si osserva ancora un aumento significativo della portata degli attacchi (ovvero un’azione sistematica contro le retrovie delle Forze Armate della Federazione Russa).

In sintesi la situazione per l’esercito ucraino resta molto complessa sui fronti terrestri dove l’avanzata russa è rallentata, in alcuni casi bloccata e in rarissimi casi si è assistito persino a tentativi di controffensiva. L’estate sarà lunga e calda e mostrerà quanto la strategia ucraina sarà ampia e profonda.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *