Si allarga l’insurrezione popolare in Kazachstan






Non si interrompono le proteste in Kazachstan su cui vi abbiamo informato ieri nel nostro articolo. Le notizie sono frammentarie perché nel paese ex-sovietico le autorità garantiscono l’accesso a internet a sprazzi per impedire il coordinamento e l’orizzontalità dello scambio delle informazioni tra i rivoltosi.

Mentre non si hanno informazioni precise su quanto sta avvenendo nelle zone sud-occidentali del paese dove è iniziata la protesta, ad Alma Ata, la seconda città più importante e fino a qualche anno fa la capitale del paese ,questa notte è stata una notte di violentissimi scontri tra dimostranti e polizia. Il ministero degli interni comunica che “novantacinque agenti di polizia sono stati feriti e 37 veicoli della polizia sono stati danneggiati. Duecento manifestanti sono stati arrestati.

Secondo Interfax, La polizia ha anche usato granate stordenti, gas lacrimogeni, e proiettili di gomma ma i giovani non si sono ritirati e hanno anche respinto la polizia in alcune strade centrali. 

Dai filmati su vari canali di Telegram di Alma Ata però appare che per ora alcuni quartieri periferici restino in mano agli insorti mentre è stata assaltata la sede dell’amministrazione della regione di Alma Ata. La presidenza sta facendo di tutto per placare gli animi: il governo si è dimesso, sono stati introdotti prezzi calmierati dei prodotti energetici (fino a 50 tenghe come chiedevano i dimostranti), e rimandata di “almeno un anno” la ristrutturazione complessiva del settore energetico, ma senza risultati apprezzabili, almeno fino ad ora. Ormai la rivolta ha assunto un chiaro segno politico. Come informa il sito sindacale dell’area post sovietica: “La mattina del 5 gennaio, le proteste sono riprese nel paese. L’epicentro delle manifestazioni popolari è diventato la città di Almaty – durante la notte, i manifestanti hanno occupato il palazzo dell’amministrazione regionale”. Lo sciopero generale si starebbe secondo sempre questo portale allargando a macchia d’olio, con rivendicazioni materiali molto forti come la riduzione genaralizzata dei prezzi di prodotti alimentari: “Dopo l’inizio di uno sciopero alla Tengizchevroil nella regione di Atyrau, i lavoratori hanno organizzato una manifestazione a tempo indeterminato nel centro regionale stesso, Atyrau. Le manifestazioni si sono poi diffuse in molte regioni del paese, con i minatori della regione di Karaganda e i minatori di Kazakhmys a Zhezkazgan e Satpayev che si sono uniti allo sciopero.I lavoratori del settore petrolifero avrebbero bloccato anche alcuni aeroporti del paese.

Sembra che tutte le concessioni che il governo sta promettendo in queste ore siano ormai tardive, “poiché i lavoratori chiedevano salari più alti, la costruzione di nuove imprese, il miglioramento delle condizioni di lavoro, e la parte più radicale dei giovani lavoratori chiedeva le dimissioni anche del presidente”.

Manifestazioni di piazza si segnalano anche a Aktobe, Uralsk, Kyzyl-Orda, Turkestan, Shymkent, Kokshetau, Kostanai, Taldykorgan, Ekibastuz, Taraz e altre città e regioni del Kazakistanh. I camionisti hanno bloccato parte delle strade di Shymkent.

La scorsa notte, i minatori della regione di Karaganda e i minatori della Kazakhmys Corporation nell’ex regione di Zhezkazgan sono entrati in sciopero, e i lavoratori del petrolio hanno bloccato la ferrovia e l’autostrada a Taraz, Taldykorgan, Ekibastuz, Kokshetau e Uralsk. La polizia ha tento di disperdere gli scioperanti usando granate stordenti. A Taraz, le madri di molti bambini che si erano accodate a una manifestazione pacifica e tutti i giornalisti presenti sono stati arrestati.

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