Petr Grigorenko – (1907-1977)






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Petr (Petro) Grigor’evich Grigorenko (1907-1987) fu un militare e un attivista per i diritti umani sovietico. Nacque da una famiglia di contadini in Ucraina nel villaggio di Borisovka, Zaporozhskaia oblast’. In gioventù fu operaio metalmeccanico e fuochista, attivista nel movimento della gioventù comunista del “Komsomol” fino a diventare membro del Comitato centrale ucraino tra il 1929 e il 1931 (del partito era già divenuto membro nel 1927). Si laureò poi all’Accademia di ingegneria militare di Kuybyshev (oggi Samara) e prese servizio come ufficiale in Bielorussia. Dal 1939 al 1943 fu in Estremo Oriente e dal 1944 al 1945 sul fronte tedesco, concludendola guerra con il grado di colonnello.

Successivamente, dal 1945 al 1961 insegnò e condusse ricerche presso l’Accademia Militare Frunze, pubblicando 83 opere di storia militare, teoria e cibernetica. Dal 1959 fu capo del dipartimento di preparazione operativo-tattica dell’Accademia militare sovietica .

È datata 1963 la sua prima attività di protesta e di dissidenza quando in licenza a Mosca, organizzò l’Unione clandestina per la lotta per la rinascita del leninismo (i suoi membri includevano i suoi figli e molti dei loro amici). Scrisse e distribuì opuscoli a Mosca e tra gli eserciti nei distretti di Leningrado e dell’Asia centrale, criticando la degenerazione burocratica del governo sovietico e la sua politica vendicativa oppressiva nei confronti dei lavoratori con accenti che ricordavano quelli dell’opposizione trotskista.

Per questo fu arrestato dal Kgb in Siberia, a Khabarovsk, il 1 febbraio 1964 e imprigionato. Essendosi rifiutato di “pentirsi” venne accusato di agitazione e propaganda antisovietica e inviato a subire una valutazione psichiatrica che il 19 aprile 1964 lo dichiarò mentalmente incapace. Fu poi dimesso dal manicomio nel 1965 con atto di grazia di Breznev che nella primissima fase della sua amministrazione si dimostrò più “liberale” del suo predecessore Krusciov.

Nel 1966 Vladimir Bukovsky aprì le porte a Grigorenko della cerchia dei dissidenti moscoviti e l’anno dopo il generale scrisse l’opuscolo storico-giornalistico “La soppressione della verità storica: un crimine davanti al popolo” sulle cause della sconfitta dell’esercito sovietico nel periodo iniziale della guerra pubblicato anche in lingua italiana con il titolo di Stalin e la seconda guerra mondiale (in italiano comparve inoltre curato dalla Quarta Internazionale l’opuscolo “L’opposizione comunista in URSS: lettera inedita di P. Grigorenko”). L’opuscolo fu ampiamente diffuso in samizdat, ha reso l’autore famoso e lo ha reso una delle figure centrali dell’opposizione in Unione Sovietica.

Dal 1967-1968 Grigorenko divenne uno degli organizzatori di una campagna in in difesa di A. Ginsburg, Iu. Galanskov, A. Marchenko e altri. Nel1968 inoltre sostenne la “Primavera di Praga”, scrivendo una lettera personale ad Alexander Dubček con consigli sulla possibile difesa del Paese in caso di intervento sovietico.

Grigorenko iniziò in quel periodo anche la sua attività di difensore dei diritti umani e si impegnò nell’assistenza ai tatari di Crimea. Nella primavera del 1969, su richiesta delle stesse associazioni dei tatari di Crimea, iniziò i preparativi legali per il processo dei partecipanti alle rivolte di massa a Chirika, in Uzbekistan e per questo il 7 maggio 1969 fu nuovamente arrestato e accusato di agitazione e propaganda antisovietica. Nel febbraio 1970 Grigorenko fu inviato ancora per cure forzate all’ospedale psichiatrico speciale di Cherniakhovsky (Kaliningrad Oblast’).

Nel 1973 la raccolta di articoli di Grigorenko “Pensieri di un pazzo” apparve in Occidente, insieme ai suoi diari di prigionia. In quell’anno un film basato sul libro venne anche girato in Inghilterra. Nel giugno 1974, durante la visita di Richard Nixon in Unione Sovietica, Grigorenko fu liberato e presto riprese il suo attivismo per i diritti umani.

Il dissidente divenne membro del gruppo Mosca-Helsinki sin dalla sua fondazione nel 1976 e il portavoce informale (gli incontri del gruppo si svolgevano nel suo appartamento). Nel gennaio 1977 avviò la formazione della Commissione di lavoro del Gruppo Helsinki di Mosca per la ricerca sull’uso della psichiatria per scopi politici. Nel novembre dello stesso anno Grigorenko ricevette il permesso di recarsi negli Stati Uniti per cure mediche; durante la sua permanenza nel paese, fu privato della cittadinanza sovietica. Nell’ultima parte della sua vita, negli Usa, scrisse le sue memorie in russo che vennero pubblicate anche in lingua inglese qui disponibili in Pfd. Ruppe infine definitivamente con il marxismo e si integrò nella comunità locale, divenendo anche un credente ortodosso. Alla sua morte il 21 febbraio 1987 fu sepolto in un cimitero ucraino vicino a New York.

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