Super Mario Draghi? I dubbi della stampa russa






Nella foto il monumento del drago nella città russo-tatara di Kazan, simbolo della città.

A volte l’occhio straniero, senza pregiudizi e condizionamenti immediati, è in grado di cogliere in modo più equilibrato e compassato, gli avvenimenti politici di un paese. Lo sguardo gettato dalla stampa russa alle ultime evoluzioni della politica italiana, è da questo punto di vista, sicuramente interessante.

Si prenda l’esempio di Kommesant, organo della Confindustria locale ma ben poco legata all’oligarchia putiniana. Sin dal primo giorno dell’incarico dato a Mario Draghi (anche qui vezzeggiato con un bonario “SuperMario”), che ha dato per scontato il successo dell’operazione dell’ “tutti dentro” sin dall’inizio. Draghi, “un economista con una reputazione di convinto sostenitore dell’integrazione europea”, sarebbe il solo, secondo il giornale economico, che garantirebbe ormai la credibilità del Belpaese in Europa e il suo arrivo “ha l’effetto di un terremoto per il sistema dei partiti” oltre a segnare “la fine del populismo”. Si tratta di una riflessione e di una previsione fatta, si noti, 3 giorni fa quando non era ancora prevedibile la confluenza del M5s e della Lega nel progetto tecnocratico dell’ex presidente della Bce.

Tuttavia secondo Gazeta.ru è tutto da vedere se con “l’unità nazionale” il gabinetto Draghi sarà più forte, vista la notoria capacità dei partiti dello Stivale di fagocitare qualsiasi tipo di “autonomia dell’economia”. Insomma il nuovo governo potrebbe essere comunque paralizzato dai veti incrociati di una coalizione troppo vasta per non essere litigiosa.

Un’ipotesi certo non da scartare che è figlia dell’approccio sempre scettico e un po’ ironico della stampa russa, mutuato da quella tedesca ovvero quello di un’Italia paese di artisti, santi e navigatori ma con scarsa propensione alla concretezza politica. Un abito cucito addosso del resto non a caso a un paese che, ci ricorda il giornale moscovita, ha “avuto 68 governi in 70 anni”. Considerazioni condivise anche da Nezavisimaya Gazeta, un quotidiano nato “liberal” e oggi filo-Putin: “Molto probabilmente il governo di Draghi includerà ancora politici a differenza della squadra dell’ex primo ministro Mario Monti, dal momento che i movimenti politici vogliono ancora influenzarlo” sottolinea Nezavasimaya. Una tela del ragno che potrà essere incanalata e gestita solo dalla “legge bronzea” dei mercati: “ La candidatura di Draghi è stata subito apprezzata in borsa. In tempi di crisi, un economista calcolatore potrebbe essere l’opzione giusta. Inoltre, l’ex capo della Bce ha una notevole autorità internazionale”. L’istituzionale e già organo del governo in era sovietica, Izvestiya si affida invece alla valutazione di Elena Maslova dell’Istituto di studi internazionali MGIMO. Maslova è convinta che, alla fine Draghi potrebbe riuscire a completare la legislatura anche se quando si parla d’Italia il condizionale è d’obbligo: “Per quanto riguarda le elezioni anticipate, nel prossimo anno molto probabilmente non ci saranno: tra sei mesi, in Italia inizia il cosiddetto semestre bianco prima dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica nel 2022” e quindi se SuperMario non dovesse essere poi veramente tale e fallire prima di quella data, Mattarella proverebbe “comunque a proporre un altro candidato premier”.

Per continuare a fare questo lavoro abbiamo bisogno del vostro sostegno, anche piccolo.


image_pdfimage_print
No comments

LEAVE A COMMENT

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial