Una nuova messe di sanzioni Ue e Usa contro Putin






Era già da tempo nell’aria. Ieri pomeriggio l’Unione Europea ha deciso di imporre nuove sanzioni alla Russia dopo la decisione del tribunale di Mosca di far scontare in prigione ad Alexey Navalny la condanna di 2 anni mezzo per un caso di frode per cui era stato condannato alcuni anni fa. Sono finiti sotto la scure della Ue, il capo del comitato investigativo nazionale Alexander Bastrykin, il procuratore generale Igor Krasnov, il capo della Guardia nazionale Viktor Zolotov e il direttore del servizio penitenziario federale, Alexander Kalashnikov

Secondo il documento pubblicato nel pomeriggio di oggi dalla Commissione Europea , le sanzioni sono state imposte al direttore del Servizio penitenziario federale, Alexander Kalashnikov, in qualità di direttore del Servizio penitenziario federale, in quanto “responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, inclusi arresti arbitrari”.

È stato infatti per ordine del Kalashnikov che gli ufficiali dei servizi nazionali penitenziari arrestarono Navalny all’aeroporto quando ritornò a Mosca il 17 gennaio scorso.

Sanzionato anche Alexander Bastrykin, che come Kalashnikov, a causa della sua posizione, si sarebbe reso responsabile di “gravi violazioni dei diritti umani”. Bastrykin è anche accusato dalla Ue di essere “responsabile di campagne repressive sistematiche contro l’opposizione russa”.

Il procuratore generale russo Igor Krasnov, è invece stato posto sulla lista nera europea per essere stato responsabile di “gravi violazioni dei diritti umani, compresa la detenzione arbitraria, la massiccia repressione sistematica di assemblee pacifiche, le violazioni del diritto alla libertà di opinione”.

Infine il capo della Guardia nazionale, Viktor Zolotov, secondo il documento di Bruxelles, si sarebbe macchiato di arresti e detenzioni arbitrari, nonché della repressione violenta di proteste e manifestazioni.

“La guardia nazionale – si legge nel materiale Ue – è stata coinvolta nella repressione della manifestazione dei sostenitori di Navalny il 23 gennaio. È stato anche riferito che molti agenti di polizia antisommossa e la Guardia Nazionale si siano dimostrati particolarmente crudeli con i manifestanti. Decine di giornalisti sono stati anche oggetto di aggressioni da parte delle forze di sicurezza”.

I 4 funzionari russi in questione da oggi avranno divieto di ingresso in Europa, congelati i loro beni e varrà il divieto per i cittadini e le imprese dell’Ue di avere relazioni con essi.

Questa notte, di concerto, dovrebbero scattare – secondo Bloomberg – sanzioni simili contro la Russia da parte americana. Sarebbero ben 10 i funzionari che entreranno nelle liste di proscrizione della Casa bianca. In realtà Joe Biden avrebbe in serbo tra qualche settimana un ulteriore pacchetto di misure contro il regime Putin che non avrebbe ancora intenzione di svelare. Dura ma impotente la reazione russa, affidata al capo della diplomazia Sergey Lavrov che ha promesso contro-sanzioni.

La politica delle sanzioni fino ad oggi ha avuto una ricaduta economica significativa (la Russia a causa di esse secondo gli esperti avrebbe una crescita ridotta tra il 0,5-1% del Pil), ma scarsi effetti politici: Putin sembra deciso a percorrere fino in fondo la strada dell’isolamento internazionale a cui è ormai sottoposto dal 2014 in avanti.

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